04/05/2004 Iniziative
Banca del Clima: le BCC per lo sviluppo sostenibile

Dalla fine del Diciannovesimo secolo a oggi le temperature medie della superficie terrestre sono cresciute di 0,5-0,6 gradi centigradi. I dieci anni più caldi del Ventesimo secolo sono tutti concentrati nell´ultimo quindicennio. Quanto sta avvenendo in questi ultimi anni sembra confermare le ipotesi degli scienziati.

Oltre alle temperature, infatti anche le precipitazioni sono aumentate e quello che è certo è che l´instabilità del clima ha avuto da sempre un forte impatto sull´umanità, anche di tipo economico. “Ma io che posso fare?”. E´ questa in genere la domanda più ricorrente quando il cittadino si trova ad affrontare le grandi questioni che investono il pianeta. Una di queste è sicuramente l´ambiente.

Cosa può fare il singolo per risolvere il problema del clima e della crescita delle emissioni di anidride carbonica che surriscaldano la temperatura della Terra?
La scoperta è che può fare più di qualcosa. Non soltanto in termini politici, facendo pressione sugli amministratori locali e poi sui governanti perché vengano assunte decisioni strategiche a salvaguardia del futuro di tutti, ma anche in termini pratici.

Secondo dati Enea, il 30% dei consumi energetici totali nel nostro Paese dipende dalle famiglie. Da questa consapevolezza, e dall´idea che si possa incidere sul grande problema dei consumi anche partendo dal basso, modificando alcune semplici abitudini e comportamenti, nasce la Banca del Clima, iniziativa promossa da WWF e Cittadinanzattiva, di cui Federcasse è partner, in rappresentanza delle Banche di Credito Cooperativo-Casse Rurali .

“Cuore” del progetto - che fa parte dell´iniziativa internazionale del WWF “Power switch” - è il sito web (www.bancadelclima.it), al quale ogni cittadino può accedere per “calcolare” il proprio contributo alle emissioni di gas serra ma anche per ricevere indicazioni su come migliorare i propri stili di vita e diventare così “risparmiatore di energia”.

Basta rispondere ad una serie di opzioni su abitudini e comportamenti quotidiani per conoscere il “peso” energetico originato e l´impatto sul clima del proprio comportamento suddiviso per settori di intervento: trasporti, consumi domestici e beni di consumo.
Se si vuole poi aderire a Banca del Clima è necessario registrarsi. Si diventa così “correntisti” di questa speciale banca e un calcolatore tradurrà ogni comportamento adottato in punti guadagnati (misurati in “chiloclima”, ovvero il vantaggio per il clima derivante dalle riduzioni di emissioni di un kg di anidride carbonica) che andranno ad arricchire il patrimonio della Banca del Clima.

Dalla sua presentazione, nel luglio 2003, ad oggi, l´iniziativa ha mosso dei passi significativi. Ha avuto visibilità all´interno di COP 9, la Convenzione sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite svoltasi a Milano agli inizi di dicembre scorso e pubblicità attraverso i partner (in alcune città, ad esempio, girano autobus “vestiti” con il logo dell´iniziativa).

Proprio in questa direzione si è concretizzata anche l´iniziativa di Federcasse, che ha realizzato materiali di comunicazione ad hoc (manifesti e dépliant) per tutti gli sportelli delle aziende della categoria, utili a sollecitare l´attenzione dei clienti e dei cittadini sul progetto e a diffondere degli “ecoconsigli” per risparmiare non soltanto sull´impatto ambientale, ma anche – almeno nel medio periodo – dal punto di vista economico.

Qualche esempio? In casa, basta acquistare lampade compatte a fluorescenza ad accensione elettronica, oppure usare la lavatrice solo a pieno carico, evitando programmi troppo lunghi o a temperatura elevata e dosando bene i detersivi, mettere i doppi vetri alle finestre, tenere il frigorifero ad una temperatura tra i 4° e i 10° e regolare il termostato dello scaldabagno elettrico sui 50-60°.

Negli spostamenti, rinunciare all´automobile almeno un giorno alla settimana, preferendo i mezzi pubblici o la bicicletta e privilegiare il treno. Negli acquisti, scegliere i prodotti confezionati con involucri o imballaggi non ingombranti e biodegradabili, meglio se riciclati e usare borse di stoffa o di carta piuttosto che di plastica. Nelle azioni quotidiane, usare la carta con parsimonia, preferire merci in vetro, effettuare la raccolta differenziata dei rifiuti, coinvolgere i bambini nel rispetto dell´ambiente.

Bastano questi semplici accorgimenti, che non sconvolgono la nostra vita ma al tempo stesso sono un primo segno di cambiamento di abitudini e comportamenti, per avere già un risparmio di energia. Insomma, migliorare è possibile, partendo dal basso e creando una sensibilizzazione dei cittadini che hanno non soltanto il potere di “dire”, ma anche il potere di “fare”. Fare delle scelte in primo luogo.

Le Banche di Credito Cooperativo, in ragione della loro capillarità, della reale prossimità al territorio, della vocazione alle relazioni, sono canali ideali di diffusione dell´informazione. In più sono banche orientate alla sostenibilità, ovvero ad uno sviluppo attento non soltanto alle variabili di tipo economico, ma anche a quelle sociali (la coesione, la partecipazione, l´inclusione…) e ambientali.

Non a caso, all´interno della categoria sono censiti interessanti esempi di “buone pratiche” in materia di sostenibilità e oltre cinquanta BCC-CR, sollecitate soltanto dalla comunicazione attraverso il canale interno della circolare, hanno aderito al progetto Banca del Clima, candidandosi, da un lato, ad individuare quali comportamenti, come aziende, possono mettere in atto per migliorare il loro impatto sull´ambiente e, dall´altro, a svolgere un´ulteriore azione di sensibilizzazione nei confronti del pubblico.

Che consentirà, tra l´altro, di dare spazio alla fantasia e alla sensibilità di ogni banca.

di Claudia Benedetti
tratto da ¨Credito Cooperativo¨, rivista mensile delle Banche di Credito Cooperativo


Con il biodiesel vincono ambiente e risparmio

In attesa di poter lanciare sul mercato il tanto atteso motore a idrogeno, si fanno largo nuove tipologie di carburanti compatibili con l´ambiente. E´ il caso del biodiesel, un combustibile liquido ecologico che può essere impiegato per il funzionamento degli impianti a gasolio minerale. Il suo utilizzo è particolarmente agevole e non implica una modifica alle strumentazioni concepite per il “classico” diesel e risulta opportuno nella circolazione all´interno di centri abitati nei quali le condizioni ambientali sono compromesse dalle emissioni dei gas di scarico.

La materia prima utilizzata nella creazione del biodiesel è di tipo vegetale, perciò il combustibile prodotto non contiene zolfo e altre sostanze inquinanti e soprattutto non è cancerogeno: nasce dalla terra e quindi nella fase di combustione non altera l´equilibrio ambientale. E i vantaggi sono rilevanti. Il biodiesel, infatti, può essere impiegato allo stato puro o miscelato con il gasolio minerale.

La sfida ambientale lanciata con la sperimentazione dei carburanti ecologici è stata colta dal Comune di Monsano, piccolo centro in provincia di Ancona, che ha deciso di adottare il biodiesel per rifornire i mezzi pubblici. Una decisione importante che può contare anche su appositi sgravi fiscali. La strada aperta dal comune marchigiano ha spinto anche altre aziende di trasporto pubbliche e private a mettere in campo tale opzione che, se non dovesse bastare, consente anche un notevole risparmio economico.
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