19/04/2004 Unione Europea
Cooperative europee, gli obiettivi fino al 2008

È la conclusione di un lungo percorso al quale il movimento cooperativo italiano ha contribuito in modo rilevante, soprattutto nella sua fase iniziale, promuovendo una conferenza europea, nel novembre 1998, che è stata una tappa importante di tale processo.

Questa comunicazione arriva alcuni mesi dopo l´adozione, da parte del Consiglio, del regolamento che prevede la creazione di società cooperative europee. Gli ultimi orientamenti, quindi, confermano un periodo nel quale le istituzioni comunitarie danno seguito all´interesse verso il modo cooperativo e costituisce il meritato riconoscimento di anni di lavoro profuso dalle organizzazioni cooperative europee.

Il testo adottato nasce anche da un´ampia consultazione avvenuta nel 2002 su un documento di lavoro che aveva permesso di raccogliere pareri a suggerimenti da parte delle organizzazioni cooperative europee e nazionali. Ma come è stato spesso sottolineato è la Commissione europea che “ha in mano la penna” e quindi la redazione finale di sua competenza esclusiva.

Nel riconoscere l´importanza e il successo delle cooperative in Europa, la comunicazione è centrata sul potenziale futuro del modello mutualistico per la competitività europea. Il commissario Erkki Liikanen, che è incaricato della politica delle imprese, ha dichiarato: “Le 300mila cooperative europee devono contribuire a rendere l´Europa più competitiva e più dinamica. Sono vicine ai clienti e sono delle imprese innovatrici che danno vita a quasi 5 milioni di posti di lavoro coinvolgendo 140 milioni di cittadini europei che risultano componenti di cooperative.

Il documento, inoltre, valorizza il ruolo del movimento cooperativo finalizzato al potenziamento della competitività dell´Europa e mirato a incoraggiare l´espansione di questa forma di impresa”.
Le cooperative - è riportato nell´introduzione - prosperano oggi sui mercati concorrenziali e detengono importanti fette di mercato in settori dove gli altri tipi di società sono ben rappresentate, in particolare nel settore bancario, assicurativo, alimentare, farmaceutico e agricolo.

La loro crescita è rapida nel comparto dei servizi alla salute, alle imprese, nell´educazione e nell´alloggio. Per la loro natura, quindi, le cooperative permettono di trovare un equilibrio ideale tra i valori dell´impresa e gli obiettivi sociali e quindi sono in grado di rinforzare la capacità delle pmi di competere sul mercato, sviluppando economie di scala e ottimizzando la partecipazione alle gare d´appalto (ivi compresi gli quelli pubblici di grandi dimensioni).

La Commissione ha osservato che la maggior parte delle piccole imprese ignorano che la società cooperativa può essere lo strumento ideale per avviare attività di questo tipo. In fine, la comunicazione illustra dieci azioni che l´Ue intende realizzare affinché la forma cooperativa sia maggiormente utilizzata. Tali misure in sintesi mirano particolarmente a:

-Far conoscere più approfonditamente il settore, adottando misure destinate a promuovere la visibilità (conferenze, opuscoli, reti, ecc.). Un´attenzione particolare sarà accordata ai paesi in via di adesione nei quali le cooperative possono contribuire notevolmente allo sviluppo economico. L´accento sarà posto sul fatto che la creazione di una cooperativa può essere un´opzione interessante per lo “start up” di nuove imprese o per gli imprenditori i cui capitali, esperienze e fiducia sono limitati.

- Realizzare il miglioramento delle legislazioni nazionali che regolano le cooperative in Europa. La Commissione non ha nessuna intenzione di proporre l´armonizzazione delle legislazioni nazionali, ma a seguito dell´adozione, nel luglio 2003, del regolamento sullo statuto della società cooperativa europea (che permette la creazione di cooperative con attività transfrontaliere) e dall´adozione da parte dell´Organizzazione Internazionale del Lavoro di una raccomandazione sulla promozione delle cooperative, alcune proposte e soluzioni comuni tra gli Stati membri dovranno essere affrontate.
- Mantenere e rinforzare il contributo delle cooperative alle politiche comunitarie. Oltre alle politiche legate alla promozione dell´imprenditorialità, sono interessati anche interventi in materia di sviluppo regionale e rurale, aiuto ai paesi in via di sviluppo, politica per i consumatori e per il sociale, salute, occupazione ed in modo particolare integrazione sociale.La Commissione riconosce, con il nuovo documento, che le cooperative hanno una lunga tradizione risalente alla rivoluzione industriale, ma non sono per nulla uno strumento antiquato. Anzi si pone l´accento sull´affermazione che la diversità delle forma d´impresa è una grande opportunità per l´economia dell´Unione europea ed è per questo che sosterrà la promozione e lo sviluppo dell´impresa cooperativa.

Le misure proposte nella comunicazione coprono il periodo 2004-2008. Alla fine di tale periodo, i progressi realizzati rispetti agli obiettivi fissati saranno valutati in stretta collaborazione con le parti interessate. Una decisione sulle iniziative future sarà presa a partire da tale valutazione.

Il testo integrale della comunicazione può essere consultato sul sito della Unione europea.
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