15/03/2004 Unione Europea
Come creare lavoro nell´Europa a 25?

Il rapporto usa espressioni preoccupate: “Le prospettive sono inquietanti. L´Europa ha ancora un importante cammino da percorrere prima di raggiungere gli obiettivi di Lisbona.¨

È stato a Bruxelles, in occasione del vertice di marzo 2003, che i capi di stato e di governo, preoccupati di fallire gli obiettivi che si erano posti in materia di occupazione, hanno deciso la costituzione di una task force con il compito di identificare misure pratiche di riforma da mettere in atto in ogni singolo stato, compresi quelli di prossima adesione.

Gli obiettivi che i capi di stato e di governo si erano posti in materia di occupazione nell´ambito della cosiddetta “strategia di Lisbona” erano ambiziosi.
Il tasso di occupazione globale della popolazione attiva doveva passare al 67% nel 2005 ed avvicinarsi il più possibile alla soglia del 70% nel 2010.
Il tasso di occupazione femminile doveva raggiungere il 57% nel 2005 e più del 60% nel 2010. Le persone della fascia d´età tra i 55 e i 64 anni con un´attività professionale dovevano superare la percentuale del 50%.

L´Unione è molto lontana da questi obiettivi, ha riconosciuto Wim Kok, ed ha chiesto che gli stati membri accelerino il passo per arrivarci, anche per fronteggiare sfide come la globalizzazione e i cambiamenti sociali o ancora l´invecchiamento della popolazione, che sicuramente rappresenta una delle maggiori sfide con le quali dovrà confrontarsi l´Europa nei prossimi decenni.

Il rapporto di Wim Kok insiste sulla necessità di promuovere crescita economica e produttività attraverso quattro priorità:
1) l´aumento della capacità di adattamento delle imprese e dei lavoratori, dunque la loro capacità di anticipare ed assorbire i cambiamenti, che siano ciclici o strutturali;
2) attirare più persone nel mercato del lavoro, il che significa che gli stati membri devono porre fine alle trappole da disoccupazione e da inattività e facilitare l´accesso alle informazioni sulle opportunità di lavoro, di consulenza e di formazione, ed inoltre togliere gli ostacoli che continuano ad impedire una più rilevante occupazione femminile;
3) investire maggiormente ed in modo più efficace nelle risorse umane, il che richiede che le autorità pubbliche aumentino i livelli di istruzione, per fare diventare realtà l´istruzione e la formazione lungo tutto l´arco della vita;
4) garantire un´efficace attuazione delle riforme
mediante una migliore governance, il che comporta il sostegno ed il coinvolgimento dei parlamenti nazionali, delle parti sociali e della società civile.

Il tema dell´occupazione è materia europea da una decina d´anni, da quando cioè apparve chiaro che anche in questo campo non era più sensato mantenere politiche nazionali scollegate tra loro.
Il trattato di Amsterdam ha conferito alla politica dell´occupazione una base giuridica, ed ha introdotto il concetto di strategia europea per l´occupazione, che fu proposto dal Consiglio europeo di Essen nel dicembre 1994.

In cosa consiste questa strategia? Ogni anno il Consiglio europeo (in occasione del vertice di primavera) definisce una serie di orientamenti per precisare le priorità comuni e gli obiettivi individuali delle politiche occupazionali degli stati membri. Questi orientamenti generali devono essere ripresi nei piani d´azione nazionali per l´occupazione (Pan) elaborati ogni anno dagli Stati membri.

I Pan sono analizzati dalla Commissione e dal Consiglio; sulla base dei risultati presentati in una relazione comune sull´occupazione, viene tratta una serie di conclusioni sulla formulazione di nuovi orientamenti e raccomandazioni per le politiche degli stati membri in materia di occupazione.

La politica per l´occupazione e la politica sociale rispecchiano la convinzione che occorra una forte
competizione tra le imprese per migliorare la produttività e la crescita, ma che necessiti anche una forte solidarietà per migliorare le condizioni atte a creare una società coesa e inclusiva.


L´occupazione nel progetto di Trattato costituzionale
Nella terza parte del Trattato, quello relativo alle politiche, ben sei articoli (dal III-97 al III-102) trattano dell´occupazione.
L´articolo III-97 recita “L´Unione e gli Stati membri (...) si adoperano per sviluppare una strategia coordinata a favore dell´occupazione, ed in particolare a favore della promozione della forza lavoro competente, qualificata, adattabile e di mercati del lavoro in grado di rispondere ai mutamenti economici(...)”.

di Enzo Pezzini


foto: Commissione Europea
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