12/01/2004 Interviste a...
Cultura e successo secondo Inge Feltrinelli

Inge Feltrinelli
Inge Feltrinelli

Quello tra denaro e cultura è un matrimonio spesso incerto. Qual è la ricetta per tenere vivoil sentimento per i libri con la inequivocabilità dei bilanci?
Lavorare nell´ambito dei libri richiede tanta passione e dedizione. È un mestiere difficile,
rischioso, nel quale è necessaria tanta grinta. L´editore è come un pifferaio magico che deve far opera di seduzione per imporre un libro in cui crede. Uno dei mezzi per mantenere vivo il sentimento dei libri è quello di incrementare la distribuzione. Ma il successo ha tanti segreti.
Sapersi circondare di eccellenti collaboratori ed avere una grande attenzione al cliente, a partire dall´ambiente invitante, in cui i prodotti sono tutti a portata di mano, fino ai numerosi servizi che vengono offerti al fine di agevolare non solo l´acquisto, ma anche il reperimento di articoli mancanti.
La libreria diventa così non solamente un luogo di smercio dei libri, bensì uno spazio dove la gente entra per annusare la cultura e prendere contatto e familiarità con la carta stampata.

Quali considera suoi successi editoriali ed economici e perché?
Se un editore è sano ed ha un bel catalogo, i risultati li ottiene sempre. Noi puntiamo alla qualità del contenuto, sia battendo i sentieri della tradizione sia esplorando le possibilità offerte dall´innovazione linguistica, pubblicando e lanciando nuovi scrittori e giovani esordienti.
Non bisogna perdere di vista il fatto che una casa editrice non può permettersi di contare suibestseller: sono dei colpi di fortuna, una cosa in più su cui non si può certo fare affidamento.
La nostra casa editrice vive del catalogo e vanta un fiore all´occhiello, quello della prestigiosa collana “Universale Economica”, in Italia seconda soltanto agli Oscar Mondadori.

Managerialità, imprenditorialità - a volte addirittura cultura - per qualcuno sono parole,contrariamente a qualsiasi etimologia, al maschile.
Sono molto contenta del fatto che sul numero totale delle nostre librerie, 48 sono dirette da donne, vere e proprie operatrici del mestiere che hanno sviluppato elevate caratteristiche manageriali per gestire le risorse umane in maniera intelligente.
La libreria è il canale primario della distribuzione e del mercato librario. Abbiamo dei buoni libri ma senza vendere e senza una buona rete distributiva, una casa editrice fallisce. Un buon manager oltre che avere la passione per i libri, deve saper anche interpretare i “numeri” per riuscire a gestire con successo una libreria. Deve riuscire a trovare quella giusta combinazione di elementi per creare gli stimoli necessari per far acquistare libri: unire l´amore per la lettura a una esperta conoscenza del mercato librario.

C´è un´autrice il cui incontro considera centrale nella sua esperienza in casa editrice?
Ho tante amiche tra le nostre autrici.
Penso in particolare a Doris Lessing, Isabelle Allende e il premio Nobel Nadine Gordimer.



Inge Feltrinelli è nata e cresciuta in Germania, lavorando come fotoreporter per diverse testate europee e intervistando e ritraendo con grande efficacia personaggi come Hemingway, Picasso e Simone de Beauvoir prima di trasferirsi a Milano nel 1960. Col marito si è dedicata alla Giangiacomo Feltrinelli editore, di cui nel 1969 è vicepresidente e dal 1972 presidente. Viaggiatrice curiosa e instancabile, ha contribuito allo sviluppo culturale del nostro paese, pubblicando alcuni tra i più importanti scrittori stranieri, e facendo conoscere autori italiani all´estero. Dopo aver creato una tradizione e una scuola editoriale, alla sua guida la Feltrinelli ha ottenuto importanti risultati anche commerciali fino a raggiungere il numero di 95 punti-vendita che la pongono al vertice del mercato-libri nel nostro paese.



Tratto da ¨Credito Cooperativo¨, la rivista mensile delle Banche di Credito Cooperativo, n. 11-12, 2003
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