31/10/2003 Interviste a...
Sete Zero: il Brasile del ministro Da Silva

le cascate di Iguazu
le cascate di Iguazu

Il comune di Quarrata, in provincia di Pistoia, l´Associazione sostenitori italiani del progetto brasiliano Fame Zero, la Casa della Solidarietà e la Rete Radié Resh hanno organizzato, in un caldo venerdì di luglio, un incontro sull´acqua con il ministro dell´ambiente brasiliano Marina Da Silva.
La Banca di Credito Cooperativo di Vignole, che, è operativa dal 1904 nel comune di Quarrata e che ha da sempre cari i temi dell´ecologia e della solidarietà, ha offerto la sua ospitalità mettendo a disposizione l´auditorium.

In occasione dell´incontro, il ministro ha promosso la nuova campagna per azzerare l´emergenza acqua e ha riportatola necessità di pensare ad essa “come a un diritto, non solo per i bisogni naturali ma per lo sviluppo economico”. Ricordando la sua amicizia e l´impegno politico condiviso con Chico Mendez, Marina Da Silva ha ricordato come il 18% dell´acqua del pianeta sia in Brasile, di cui ben l´80% localizzato in Amazzonia. Eppure, proprio lì l´acqua non è disponibile e il programma Sete Zero nasce per restituire il bene per eccellenza alle famiglie che ne sono sprovviste, “costruendo - ha detto nel suo intervento la Da Silva - entro la fine del governo Lula un milione di cisterne. Per esso abbiamo bisogno dell´aiuto di tutte le comunità attive italiane.
È una sfida grande che va risolta globalmente, ma che è costituita da esperienze locali. Per riuscire, bisogna unirsi intorno agli stessi ideali, obiettivi e sogni, sintetizzare lavoro ecologico e lavoro sociale. Senza litigare su chi sia l´autore di questo sogno, perché lo siamo tutti.
Come un cielo, che più stelle ha, più è bello”.

La tavola di discussione ha visto, oltre ai benvenuti di rito delle autorità cittadine, anche la presenza dell´economista politico Riccardo Petrella, che ha definito inaccettabile “l´accesso ineguale e l´idea dell´acqua come ‘oro blu´, un concetto - ha sottolineato – che conduce pericolosamente a una prospettiva di guerre per l´accaparramento della preziosa risorsa. Dobbiamo invece sviluppare
- ha concluso l´economista – una capacità culturale di riflettere insieme, senza delegare ai potenti e agli scienziati, sul modo migliore di gestire questa risorsa e di restituire un equilibrio al nostro pianeta”.
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