06/10/2003 Finanza solidale
Molise un anno dopo: la solidarietà del Credito Cooperativo

I moduli offerti dal Credito C
I moduli offerti dal Credito C

Il sole si allunga sulle pietre bianche, la via principale di Colletorto porta ancora i segni delle lesioni del terremoto del 31 ottobre di un anno fa. Ma anche quelli della solidarietà saltano agli occhi. Si snoda lungo il corso del paese la fila di 14 moduli abitabili dagli infissi verdi: sono le nuove botteghe di commercianti e artigiani colpiti dal sisma. E portano stampato il logo delle Banche di Credito Cooperativo .

Mentre il Molise ancora attende come una promessa rimandata la legge per la ricostruzione, i dirigenti della Federazione delle Banche di Credito Cooperativo dell´ Abruzzo e del Molise hanno lavorato a tavolino con i negozianti che avevano perduto tutto, per trovare strutture su misura per le diverse esigenze di barista e orefice, tabaccaio, parrucchiere o macellaio. Ogni modulo doveva avere precise caratteristiche. L´obiettivo era consegnare al più presto questi spazi funzionali, con banconi e macchine da caffè, attacchi dell´acqua e della luce, frigoriferi o vetrine speciali, a chi da quasi tre mesi aveva perso il lavoro oltre alla casa, e improvvisamente si era ritrovato senza più mezzi per la famiglia.

Il 14 dicembre scorso la consegna, a meno di tre mesi dal sisma: ha segnato la riapertura delle botteghe del paese.
Banca e commercianti sapevano che era solo l´inizio della ripresa, che altre difficoltà si sarebbero presentate lungo questo primo anno di ricostruzione, ma anche che quel segno di fiducia era un esempio raro nell´immediato dopo terremoto.

Nelle stesse settimane Nicolangelo Licursi, coordinatore degli esercenti dell´alto Molise, denunciava la condizione di “circa 500 commercianti e artigiani sul lastrico, senza nessuna solidarietà dalla Regione”. I numeri del Centro operativo misto della protezione civile di Larino contavano danni in 34 comuni (a cui si aggiungevano 17 centri pugliesi) per un totale di 46.000 abitanti coinvolti, di cui 10.000 sfollati , con 13.500 richieste di posti letto segnalate ai sindaci.

Di fronte al dramma di questa nuova realtà in una zona del Molise estesa e impervia, già rastrellata dall´emigrazione, “la Federazione delle BCC regionali non poteva che muoversi immediatamente, ci siamo sentiti coinvolti sotto il profilo personale, spiega il direttore Ermanno Alfonsi. Il primo fine settimana siamo stati in contatto continuo con la banca di Colletorto via cellulare, dal momento che le linee erano saltate¨.

Nella banca lesionata non si sapeva come entrare. Ma il lunedì mattina presto Alfonsi e i suoi collaboratori erano già sul posto per organizzare i primi interventi. ¨Con un primo piano operativo abbiamo dato supporto per far accedere la gente ai libretti di risparmio e alle pensioni -ricorda- I dipendenti sono saliti al piano di sopra ancora pericolante. E una volta riaperta la banca, ci siamo concentrati sui problemi economici immediati della comunità di Colletorto. La Protezione civile aveva dichiarato pressoché l´intero paese inagibile e tutte le attività erano chiuse. Ci veniva da piangere”.

Mentre partivano le cordate di solidarietà della raccolta regionale (presso la BCC Molisana di Colletorto) e nazionale (sul conto Iccrea) veniva contattata una ditta per l´invio di moduli in paese, e dall´incontro personale con i commercianti e gli artigiani, Alfonsi e i responsabili della Federazione delle BCC di Abruzzo e Molise verificavano che un primo numero di 14 prefabbricati avrebbe significato la ripresa di quasi tutte le attività. In Federazione lo ricordano con emozione: “c´erano esponenti regionali e sindaci, quella sera, alla firma dell´impegno, anche se ancora privo della copertura economica da parte del consiglio”, ricorda Alfonsi. Lo spirito delle leggi fondative di BCC lo autorizzava, garantendo un immediato impegno nella raccolta fondi.

In fase di aggiustamento, viene previsto qualche altro modulo, sia a Colletorto che per il comitato vittime di San Giuliano. Insieme alle attività produttive BCC pensa alle scuole: e ad aprile 2003 altri 4 moduli prefabbricati con il marchio della mutualità del Credito cooperativo, ognuno di 30 metri quadri, sono diventati aule scolastiche dell´Istituto superiore omnicomprensivo statale del vicino centro di Casacalenda. Mentre in un altro da 90 metri quadri funzionano i laboratori scientifici del liceo statale di Santa Croce di Magliano. ¨Non sono nostre zone di operatività, ma dove c´è necessità dovevamo intervenire - spiega Alfonsi - Alle nostre spalle avevamo sia tutte le Banche di Credito Cooperativo di Abruzzo e Molise che si sono autotassate, sia la mobilitazione nazionale di tutte le sedi, con 25.000 dipendenti, amministratori e soci. Siamo stati un tutt´uno¨.

Finora sono stati impiegati circa 400.000 euro. Ma a luglio la Federazione ha ricevuto altre richieste, tuttora in fase di realizzazione con i fondi restanti: una palestra da annettere al prefabbricato della scuola a Rotello (50.000 euro), ambienti attrezzati per la scuola materna e media ad Ururi (50.000 euro), adeguamento antisismico della scuola elementare di San Martino in Pensilis, resa inagibile dal terremoto (50.000 euro), laboratorio multimediale per le medie e le elementari a Colletorto (20.000 euro) e attrezzature informatiche per l´istituto superiore di Santa Croce di Magliano (12.000 euro).

In un contesto ancora lontano dalla normalizzazione e dalla fiducia, dov´è diffusa la tentazione di trasferirsi, BCC ha parlato con i fatti: ¨abbiamo voluto dare la speranza di ripartire¨ spiega Alfonsi . E quei primi 14 moduli hanno dato il segnale.

“Ho evitato il disastro e ho potuto ricominciare dopo soli 50 giorni¨, dice oggi Giuseppe Di Santo, titolare del modulo-bar a Colletorto.
¨Avevo appena finito di pagare il mutuo della casa, quando il terremoto mi ha lasciato senza niente, senza nemmeno il negozio, dopo 27 anni di lavoro ho perso tutto. Mi ricordo un anno fa, la festa dell´Immacolata, con tutte le luci accese, ed io per la strada a camminare senza più casa né locale, non avrei mai creduto in un aiuto così concreto¨.
L´ordinaria gestione del bar non è facile: ¨Non tutto è possibile, ho il bancone, con lavastoviglie e macchina da caffè, ma d´estate nel prefabbricato fa un caldo tremendo. La clientela è calata ma almeno ho ricominciato: i guadagni non sono più quelli di prima ed è stato un problema quando per riavviare il bar mi sono serviti subito 3.000 euro e quando mi è arrivata la bolletta dell´Enel per il bar ormai inagibile, 1.357 euro. Ho dovuto chiamare e chiedere di rendersi conto della situazione. Tra l´altro mi trovo davanti al mio vecchio locale, è come una ferita aperta… Vado avanti con la forza di volontà in questi 90 metri quadri, perché ho tre figli, di cui due all´università, con tutte le spese per i fuorisede. Quelli del Credito cooperativo di Colletorto sono stati a nostra disposizione fino a tarda sera. Sono andati oltre la donazione, hanno preso a cuore la nostra situazione, hanno dato il massimo per tutti noi. Posso solo dire grazie”.

Antonella Aloia con il modulo ha riaperto la sua frutteria: “in un anno abbiamo perso il negozio il giorno del terremoto e a primavera la fattoria di mio marito è stata allagata dalla riapertura della diga sul Fortore – racconta- Quando arriva il terremoto in una frazione di secondo ti crolla tutto addosso. Ero nel negozio e non riuscivo a reagire, tenevo i piedi incollati al terreno. Avevo le figlie a scuola ma i cellulari erano fuori uso: la grande ha dieci anni e mi ha raccontato che il soffitto cadeva sui banchi, dieci secondi in più di quella scossa e anche a Colletorto si sarebbe ripetuta la tragedia di San Giuliano. Le piccole ancora risentono di quello choc¨. Ricominciare comporta ogni giorno problemi nuovi, e dalla soglia del nuovo negozio Antonella vede un paese cambiato: ¨Oggi convivo con quello che ci è capitato, ho potuto riaprire con il modulo e non è poco. Non è più com´era prima, il paese è cambiato, non c´è più lo stesso senso di stabilità, anch´io ho pensato di andare via con la famiglia per avere un minimo di decoro. Sono andati via anche tanti clienti, in paese mancano 30-40 famiglie, forse di più. Qui non entra la cella frigorifera, che per la frutteria è indispensabile, e devo affittare un deposito. Ogni giorno ho nuovi problemi da risolvere, il terremoto ha sconvolto il nostro modo di vivere e ora debiti e cambiali si accumulano. Prima che ci aiutassero con i negozi-container, nessuno mi ha chiesto come ho fatto a vivere per 50 giorni. Il Credito Cooperativo è stato più veloce possibile nella consegna dei moduli. Ma noi commercianti vorremmo delle proroghe con le bollette di luce e telefono, come facciamo a pagare? Dovrebbero rendersi conto, darci un mutuo o delle rate per aiutarci a recuperare”.

Intanto nella sede di piazza Unione, a Pescara, sede della Federazione delle Banche di Credito Cooperativo dell´ Abruzzo e del Molise, hanno già preso accordi per il futuro: ¨i moduli acquistati dalla Federazione sono stati dati ai commercianti di Colletorto in comodato gratuito¨, spiega Ermanno Alfonsi, ¨e quando non ne avranno più bisogno, abbiamo già deciso di donarli alla Protezione civile della provincia e del comune di Colletorto. Il nostro obiettivo è dare fiducia e possibilità al tessuto economico e sociale di Colletorto e della zona del cratere, creando una zona di mutualismo e di dialogo con le famiglie e gli esercenti. Pensiamo che tocchi anche alle nostre banche contribuire a trovare soluzioni efficaci, perché diventino più brevi i tempi del ritorno alla normalità e alla vita¨.
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