28/07/2003 Iniziative
Nasce la Fondazione Rocco Chinnici, la BCC del Belice tra i promotori

Rocco Chinnici
Rocco Chinnici

Approfondire l´analisi dei fenomeni mafiosi e di devianza; favorire la formazione di una “sana cultura economica e imprenditoriale”; promuovere “contatti” tra il mondo della giustizia, la realtà economica e il pianeta scuola; promuovere “iniziative di crescita sociale, civile e culturale” e i “valori di legalità e giustizia”.

Sono questi i quattro obiettivi fissati nello statuto della Fondazione Rocco Chinnici, nata il 24 luglio scorso su iniziativa dei familiari e di un comitato promotore composto da 12 magistrati palermitani, due giornalisti e quattro banche. Tra queste, la BCC del Belice di Partanna (Trapani), città in cui Chinnici fu pretore dal ´54 al ´66. La BCC sarà rappresentata dal vicepresidente, Antonino Termini.

L´istituzione, intitolata al giudice che nei primi anni ´80 diede vita al primo nucleo di quello che diventò il pool antimafia, vede la luce a ridosso del ventennale della morte di Chinnici, avvenuta il 29 luglio 1983. Fu in quella data che in via Federico Pipitone, a Palermo, la mafia inaugurò la stagione delle autobomba.

Con l´esplosione della 126 riempita di tritolo, insieme al magistrato persero la vita il portiere dello stabile in cui risiedeva il giudice, Stefano Li Sacchi, e i due carabinieri della scorta, Salvatore Bartolotta e Mario Trapassi. “Ringraziamo tutti coloro che hanno voluto, con noi, dare corpo alla fondazione”, è stato il commento della famiglia dell´ex giudice istruttore.

Per la quale sarà il “coinvolgimento delle istituzioni scolastiche ed economico-finanziarie accanto a quelle giudiziarie”, a caratterizzare nei prossimi mesi l´attività del sodalizio. La Fondazione intitolata al giudice avrà sede legale a Partanna, nel ricordo del sentimento che legò Chinnici a quella città.


Rocco Chinnici, il giudice anti mafia
Rocco Chinnici nasce a Misilmeri (Palermo) il 19 gennaio 1925, da una famiglia di piccoli proprietari terrieri. Nel ´48 si laurea in giurisprudenza nell´università del capoluogo siciliano mentre lavora come procuratore nell´ufficio del Registro del suo paese. Nel 1952 vince il concorso in magistratura e, dopo i due anni di uditorato al tribunale di Trapani, viene assegnato alla pretura di Partanna.

E nella cittadina trapanese si fermerà per dodici anni amministrando la giustizia sia penale che civile. E´ nel ´66 che si trasferisce a Palermo quale giudice dell´Ottava sezione dell´ufficio Istruzione del tribunale. E da quel momento comincerà a occuparsi di delicati processi per mafia. Tra gli altri di quello per la ¨strage di viale Lazio¨, nel ´70. Nel 1975 consegue la qualifica di magistrato di Corte d´Appello ed è nominato consigliere istruttore aggiunto.

Quattro anni dopo sarà consigliere istruttore e inizierà a dirigere da titolare l´ufficio in cui opera da tredici anni. E´ in questo periodo che progetta il lavoro di gruppo, un modo rivoluzionario per gli uffici giudiziari, dando forma al primo nucleo di quello che sarà il pool antimafia. Accanto a sé vuole tra gli altri due giovani magistrati: Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

E´ con loro che mette in cantiere le prime indagini di quelli che si caratterizzeranno come i più grossi processi per mafia degli anni Ottanta. Per tutti il ¨rapporto dei 161¨, considerato il nocciolo primordiale del futuro primo maxi-processo. Ma Chinnici non esaurirà la sua attività nel chiuso delle aule giudiziarie. Inaugurerà pure la figura del magistrato impegnato a sensibilizzare in senso antimafioso le istituzioni della società. In particolare attraverso decine d´incontri coi ragazzi nelle scuole.

E´ nel pieno di quest´attività sociale e culturale oltreché giudiziaria, che il 29 luglio 1983 mentre s´accinge a salire su un´autovettura ferma davanti allo stabile in cui vive, in via Federico Pipitone, una 126 esplode per l´azione di un telecomando. E´ la prima autobomba, imbottita di tritolo. Segnerà l´inasprirsi della strategia di Cosa nostra che incasserà a suo vantaggio adesso la morte del giudice Chinnici.
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