19/06/2003 Comunicazione
Il Credito Cooperativo italiano compie 120 Anni

Cosa significa per il Credito Cooperativo avere una memoria? Con il tempo, cambiano i contesti e gli strumenti disponibili. Cambiano gli uomini e le organizzazioni. Come si può rimanere fedeli alle proprie radici attraverso il cambiamento? La coscienza delle proprie origini non è una cosa conquistata per sempre. Occorre recuperarla e dirla.

Occorre mettersi a cercare quel legame che dal passato ci riporta nel presente e ci rilancia nel futuro. Vuol dire costruire l´identità. E senza identità non c´è futuro per banche “differenti” come le nostre.

120 anni fa veniva costituita la prima Cassa Rurale italiana, la Cassa cooperativa di prestiti di Loreggia, in provincia di Padova. Trentadue i soci fondatori, principalmente contadini e piccoli proprietari terrieri.
Tra questi - ricordava Leone Wollemborg - “vi fu chi seppe rinunciare al beneficio avvilente dell´elemosina per salire, entrando nella nostra cerchia, al grado del credito”.

Wollemborg, e con lui Don Luigi Cerutti e, ancor prima di loro, Federico Guglielmo Raiffeisen, ha espresso, con il proprio impegno nella costituzione e nella gestione della prima Cassa Rurale, quella rara energia rivoluzionaria che si fa carico di educare alla responsabilità, di incoraggiare ad assumersi come comunità l´impegno del riscatto e dello sviluppo senza attendere da altri l´aiuto che non verrà. Nello spirito della solidarietà.

Ecco allora che la vicenda di Loreggia diviene anche un simbolo di tante storie di autosviluppo di altrettante comunità attraverso strumenti cooperativi in grado di innescare la scintilla del progresso solido, duraturo, socialmente orientato. Il primo frutto della fiducia mostrata dai trentadue fondatori è proprio la fiducia.
La loro propria fiducia genera la fiducia della comunità.

Intrecciandosi alla coerenza con alcuni principi fortemente sentiti e all´amore per la libertà (economica e non solo), la fiducia contamina la società civile, i contadini e i braccianti, gli artigiani e i micro-imprenditori. La molla dello sviluppo è partita.

Oggi il Credito Cooperativo italiano conta 3.206 sportelli (l´11% del totale italiano) direttamente presenti in 2.208 comuni e con un´operatività su 4 mila, più di 460 aziende, 76,5 miliardi di euro di raccolta diretta, oltre 57 miliardi di euro di impieghi. Quanta strada rispetto alle 2 mila lire del capitale sociale iniziale della Cassa di Loreggia.

Ma se in questi anni sono cambiati i numeri, non è cambiato, però, lo stile e l´orizzonte delle nostre
banche. Perché la formula del successo delle Casse Rurali prima, delle BCC oggi, sta proprio nel non aver abbandonato il modello originario, nell´essere istituti di credito speciali, pienamente banche ma non semplice mente banche, imprese che esercitano la funzione creditizia a 360 gradi, ma mirano anche alla promozione sociale ed economica di soci e clienti e imprimono sviluppo - in molti casi decisivo - all´economia locale.

Dunque imprese bancarie a responsabilità sociale. Del resto, la grande diffusione delle Casse Rurali a pochi anni dalla fondazione della prima Cassa di Loreggia dice molto sulla fortuna di un modo speciale di “fare banca”. Un fare banca che ieri ha offerto strumenti di riscatto agli strati meno abbienti della popolazione, a tante famiglie la possibilità di liberarsi dall´usura e di migliorare le proprie condizioni di vita.

E che oggi permette a milioni di persone di intraprendere una iniziativa economica, a migliaia di comunità locali di rimanere protagoniste del proprio sviluppo, anche in ambito economico. E domani? Domani le BCC continueranno ad essere promotrici di uno sviluppo globale.
Che non è fatto soltanto di ricchezza, ma anche di qualità della vita. Di attenzione alle persone e alle relazioni. Di fedeltà e di fiducia. Perché questo spazio non va restringendosi. Anzi.

Le 149 Banche di Credito Cooperativo che hanno già festeggiato il loro 100° compleanno
Extranet del Credito Cooperativo
entra
Area riservata ai sindaci delle BCC-CR
entra