20/03/2003 Cooperazione
Il programma “Fame zero” e le banche cooperative nel Brasile di Lula

Luiz Inácio Lula da Silva
Luiz Inácio Lula da Silva

In ambito rurale, l´obiettivo è quello di favorire la creazione di cooperative di piccoli produttori per portare a compimento il processo di riforma agraria, insieme ai militanti del Movimento degli agricoltori senza terra (Mst).
È stato dimostrato, infatti, che senza una buona organizzazione cooperativa o associativa degli agricoltori recentemente inseriti in progetti di riforma agraria, molti di questi ultimi rischiano il fallimento: numerosi sono coloro che vendono la terra ed emigrano in città, o coloro che dopo averle vendute, tornano a rivendicare le nuove terre lungo le importanti vie di comunicazione del paese.

Per quanto riguarda in particolare la cooperazione di credito, il presidente Lula ha sollecitato il ministro dell´Agricoltura Palocci, affinché le aziende di questo settore vengano coinvolte nel programma Fame zero, considerato di massima priorità nazionale.

In che modo? Ciascuna delle 9,2 milioni di famiglie che soffrono la fame nel paese, corrispondenti a 55 milioni di persone, alle quali si intende distribuire tre pasti al giorno (la grande maggioranza si può permettere solo un pasto scarso al giorno), riceverà 50 euro al mese, sotto forma di carta di credito, da usarsi esclusivamente per l´acquisto di generi alimentari.

Verificato a fine mese che il sussidio sia stato effettivamente speso per i beni di prima necessità, riceverà altri 50 euro per il mese successivo. Sarà la famiglia stessa ad avere la responsabilità di comprare i prodotti alimentari nel posto ed al prezzo che più le conviene.

Si comprende come le cooperative di credito, proprio per la loro maggiore trasparenza nell´amministrazione e nel controllo finanziario, sarebbero lo strumento migliore per amministrare e controllare le carte di credito del programma Fame zero, evitando, o almeno diminuendo, i processi di corruzione e distorsione che purtroppo sono frequenti in programmi di queste dimensioni.

Inoltre, una volta messo in moto il programma, si prevede che le cooperative di produzione agricola vengano spinte ad aumentare la produzione di alimenti, tanto da incrementare l´area di coltura, secondo alcuni esperti, sino a 3 milioni di ettari, per far fronte all´aumento della domanda da parte dei 9,2 milioni di famiglie.

Queste ultime, prima del progetto totalmente al di fuori dal mercato - alcune senza reddito, altre con reddito medio non superiore a 30 dollari al mese - entrerebbero in tal modo mensilmente sul mercato con una domanda aggiuntiva di 460 milioni di dollari al mese.
Un processo in grado di creare maggiori opportunità di lavoro e di reddito e di dare così una spinta all´intera economia del paese.

1.038 le banche cooperative brasiliane
In base ai dati dell´Organizzazione delle cooperative brasiliane (Ocb) relative al 2001, in Brasile lavorano attualmente 1.038 cooperative di credito con 1.059.369 soci e 20.680 dipendenti.
In proporzione, le cooperative di credito corrispondono al 14,77% del totale delle cooperativebrasiliane, al 22,16% dei soci delle cooperative ed all´11,79% del totale dei dipendenti delle cooperative brasiliane.
In media, si contano 1.020 soci per cooperativa.
Le cooperative di credito rappresentano il secondo settore cooperativo dei dodici elencati dalla Ocb, con il maggior numero di soci.
Il primo settore è quello delle cooperative di consumo (89 aziende) con 1.467.386 soci e una media di 7.763 soci per cooperativa, mentre il terzo è rappresentato dalle cooperative di allevatori (1.587 aziende) con 822.294 soci e una media di 518 soci per cooperativa.

Il testo completo dell´articolo “La cooperazione nel Brasile di Lula” di José Odelso Schneider sarà pubblicato sul n. 3 di “Credito Cooperativo”, la rivista mensile delle Banche di Credito Cooperativo.
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