10/03/2003 Interviste a...
Intervista a Etienne Pflimlin: l´uomo europeo della cooperazione

Etienne  Pflimlin
Etienne Pflimlin

Signor Pflimlin, quali crede saranno gli sviluppi possibili della cooperazione di credito in Europa? E quale il ruolo che potrà giocare l´Unione europea?
Le cooperative preesistevano alla nascita dell´Unione. Vogliamo tuttavia assumere una parte attiva nella costruzione europea e fare in modo che la nostra voce si senta sempre di più. Tra l´altro, la nostra capacità di sviluppo, di offrire un servizio agli attori economici, di creare occupazione, di realizzare performance di successo è riconosciuta anche dalle agenzie di certificazione internazionali. Questo trend deve continuare ed affermarsi nel campo aperto dal processo di allargamento dell´Unione europea.

Dobbiamo far valere il nostro punto di vista e le nostre esperienze regionali nel dibattito sulla governance, la responsabilità sociale delle imprese, l´imprenditoria, i fondi etici, il dialogo sociale. La nostra prassi è più antica e soprattutto più autentica di quella dei nostri concorrenti per i quali le parole e gli atti non coincidono sempre...

L´Europa attuale e futura appare chiaramente un´opportunità per le banche cooperative, se sarà in grado di accrescere la concertazione con le istanze comunitarie e se noi saremo in grado di crescere senza perdere la nostra identità. Per questo bisogna organizzarci efficacemente ed attivare alleanze e partnership che vadano al di là delle frontiere.

Più in generale, ci battiamo per la realizzazione di un contesto cooperativo europeo stabile attraverso lo ¨Statuto della società cooperativa europea¨ ed il ¨Libro bianco sulle cooperative¨, senza ignorare le diversità del movimento cooperativo ma dando ampio spazio ai valori comuni di responsabilità, solidarietà e libertà che lo animano.

È per questo che reputo fondamentale il contributo delle cooperative per la realizzazione delle politiche comunitarie.

Dal luglio scorso lei ha assunto la presidenza dell´Associazione delle Banche Cooperative europee (Abce). Quali sono gli obiettivi del suo mandato?
L´obiettivo generale è quello di favorire una cooperazione più stretta tra i nostri istituti di credito e perseguire una politica attiva di difesa e di promozione delle banche cooperative.

Gli obiettivi di fondo si articolano intorno ad alcuni grandi assi. Innanzitutto, rinforzare le partnership:
avvicinamento al gruppo bancario Unico per facilitare future sinergie, contatti con la Confederazione Internazionale delle Banche Popolari (Cibp), con il Raggruppamento europeo delle Casse di Risparmio (Gece), con il Comitato di Coordinamento delle Associazioni Cooperative europee (Ccace) e con l´Aci Europa.

Quindi, rafforzare l´attività di lobbying di alto livello con la Commissione, il Parlamento, il Comitato economico e sociale e la Banca centrale europei (Bce). Riaffermare la nostra specificità di banche cooperative, […] sviluppare iniziative comuni per prepararci alla necessità di accrescere le attività transfrontaliere.

L´altro obiettivo è quello di rendere più partecipativo il funzionamento dell´Abce, favorendo lo scambio di esperienze e l´emersione delle practices attraverso l´identificazione di temi comuni (ad esempio: come si esprime la differenza mutualistica attraverso i prodotti e i servizi erogati; i temi della compagine sociale, della governance, della responsabilità sociale delle imprese) e lo scambio di esperienze nazionali o regionali, comprese quelle con i paesi candidati.

Costituire gruppi di lavoro temporaneo ad hoc che permettano di affidare responsabilità ad ulteriori membri dell´Abce; aumentare la frequenza delle riunioni del direttivo (presidente, vicepresidenti, segretario generale); creare una newsletter elettronica dell´Abce per aumentare la circolazione delle notizie tra membri dell´organismo e tra questi e lo staff di Bruxelles.

Cosa pensa dei possibili accordi tra gruppi bancari cooperativi europei?
Radicate nel loro territorio, le banche cooperative non sono, in generale, degli attori globali. La loro quota di mercato oscilla tuttavia tra il 20 e il 30%, a seconda dei paesi. Ben 36 milioni di cittadini europei sono soci di banche cooperative, e 100 milioni sono i clienti.

L´Europa sta ormai diventando, progressivamente, il nostro mercato domestico. L´industria bancaria ha iniziato il suo consolidamento ed i cambiamenti intervenuti sui mercati finanziari rappresentano nuove sfide per tutte le banche, ed in modo particolare per quelle che operano secondo un´etica cooperativa.

Per il momento, quasi tutte le fusioni rimangono domestiche, la migliore strategia consiste nel raggiungere prima la massa critica richiesta sul mercato nazionale per poi allacciare alleanze con partner europei. La gamma delle strategie che si possono esaminare è senza dubbio diversificata: fusioni, integrazione, partnership, cooperazione.

Le banche vincenti saranno quelle in grado di soddisfare i loro clienti senza soccombere alla tentazione del gigantismo. A tal proposito, alcuni dei suggerimenti proposti dal gruppo di lavoro dell´Abce “Cooperative 2000” potrebbero essere ripresi attraverso una ¨Carta delle banche cooperative¨ e prodotti comuni.

Ad esempio, un “passaporto cooperativo europeo” che offra ad ogni socio di una banca cooperativa un accesso ad un certo numero di servizi a condizioni favorevoli. O ancora, azioni di formazione e di comunicazione comuni, scambio di know how, di personale.
Senza dimenticare le possibilità di cooperazioni bilaterali o multilaterali, globali o in particolari settori di attività.

Signor Pflimlin, lei è anche presidente del Ccace, il Comitato di Coordinamento delle Associazioni Cooperative europee. Quale prevede sarà lo sviluppo di questapiattaforma di lobby europea e la ricaduta sull´insieme del movimento cooperativo europeo?
Il Comitato di Coordinamento delle Associazioni Cooperative europee riunisce oramai le organizzazioni cooperative, settoriali e nazionali, dell´Unione. Ha da alcuni anni sviluppato azioni di lobbying che hanno permesso tra l´altro un importante incontro con il presidente Prodi.
Il quale ha dichiarato che le cooperative “sono chiaramente la dimostrazione che è possibile realizzare dei benefici, essere innovatori e concorrenziali e, allo stesso tempo, perseguire degli obiettivi sociali ed ambientali di carattere più generale”.

Oggi, sono due i temi importanti che ci vedranno impegnati: il progetto di comunicazione della Commissione europea sulle cooperative europee e lo ¨Statuto della cooperativa europea¨ (per il quale il consenso raggiunto in ambito del Ccace è stato decisivo), che attende una prossima adozione da parte del Parlamento europeo.

Con questo spirito, abbiamo partecipato attivamente alla ricostituzione dell´intergruppo parlamentare “Economia sociale”, che ci permetterà di far conoscere ancor di più i nostri movimenti cooperativi a Bruxelles e a Strasburgo.


L´intervista a Etienne Pflimlin sarà pubblicata integralmente sul prossimo numero di “Credito Cooperativo”, n.2/2003, nell´articolo “L´uomo europeo della cooperazione” di Enzo Pezzini.

Dell´intergruppo parlamentare ¨Economia Sociale¨ si parlerà nel fascicolo n. 3 di ¨Credito Cooperativo¨.



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