17/12/2002 Cooperazione
Riforma della vigilanza cooperativa: intervista al Presidente di Confcooperative Luigi Marino

Il presidente di Confcooperati
Il presidente di Confcooperati

Oggi più che mai la cooperativa assume pari dignità
a qualsiasi altro tipo di azienda economica. Soprattutto in Italia dove esistono zone (per lo più nel Mezzogiorno) nelle quali la realtà delle cooperative è l´unica fonte capace di creare impresa.
Così Luigi Marino, presidente di Confcooperative, non nasconde la sua soddisfazione.

Presidente, in ambito meramente politico, quali sono a suo parere gli aspetti fondamentali che hanno ispirato la riforma?
Conferma, valorizza ed estende il principio di autocontrollo del movimento cooperativo. È un atto di fiducia dello Stato nella responsabilità e nelle capacità tecniche, professionali e organizzative della cooperazione.

Cosa intende quando parla di “rafforzamento”
dell´autocontrollo?
La riforma ha introdotto tre nodi fondamentali su
questa disciplina, con la conseguenza di avere rafforzato in maniera sostanziale il regime dell´autocontrollo.
In primo luogo si è sancito un ampio potere da parte dei revisori. Di fatto questo va ad accrescere notevolmente la responsabilità dell´Associazione e dei revisori.

E gli altri due nodi?
Fondamentale l´introduzione dell´autocontrollo anche nelle cooperative di credito ma la cosa principale è che, nelle nuove disposizioni, si prevede l´intervento del governo per revisionare anche le realtà che non aderiscono al mondo cooperativo organizzato.

Qual è stata la vostra posizione su questa innovazione?
Non abbiamo la pretesa di controllare le cooperative che non aderiscono al movimento organizzato. Chiediamo piuttosto il rispetto di un principio generale, ovvero che ogni cooperativa venga messa sullo stesso piano, senza alcuna differenza. Non è concepibile che alcune realtà debbano fare i conti con revisioni periodiche
e severe mentre altre sfuggono ogni occasione di
controllo. Questa non è per nulla par condicio .

Le cose sono destinate a cambiare in maniera radicale...
Di sicuro siamo tutti chiamati in primo luogo ad accrescere la nostra responsabilità. In pratica al movimento cooperativo intero viene imposto un deciso salto di qualità.

In conclusione e in conseguenza, come
vede il futuro della cooperazione?
Tenendo conto di ciò che è contenuto nella nuova legge e delle prerogative del nostro settore, per fare bene in futuro l´unica via di azione è aprire una nuova stagione della cooperazione. Lo sforzo e la responsabilità di tutti saranno in grado di renderla una stagione vincente.

L´intervista a Luigi Marino sarà pubblicata integralmente sul prossimo numero di “Credito Cooperativo”, n.11-12/2002, nell´articolo “Un salto di qualità per tutta la cooperazione” di Emanuele Turelli, all´interno di ¨Focus¨.
Il ¨Focus¨ di questo numero è infatti è dedicato alla riforma della vigilanza pubblica sulle cooperative in generale e sulle
Banche di Credito Cooperativo in particolare, riscritta dal Decreto legislativo n. 220/02.
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