26/09/2002 Cultura
Civiltà del Teatro

Il viaggio nel cuore della cultura e dell´arte italiane, intrapreso oltre vent´anni fa dalla collana “Italia della nostra gente” edita dall´Ecra, tocca col 2002 una nuova tappa: è in via di pubblicazione Civiltà del Teatro. I luoghi della lirica, il ventunesimo volume fotografico della serie che è stata adottata con crescente successo come strenna del Credito Cooperativo.
Quest´anno le immagini di Pepi Merisio disegnano un appassionante itinerario lungo due millenni di storia alla scoperta degli edifici che nelle diverse epoche hanno ospitato rappresentazioni di vario genere. Si parte dalla Magna Grecia con le splendide gradinate degli anfiteatri di Segesta, Taormina e Siracusa, che hanno fatto da scenario a un genere teatrale allora inedito, la commedia, e si risale nel tempo fino al XIX secolo, quando l´incontro tra recitazione e musica ha prodotto alcuni dei massimi esempi di lirica.
Proprio alla lirica, come fenomeno di massa e sintesi di molteplici arti, è dedicato il testo introduttivo del volume che porta una firma nota al grande pubblico: Antonio Lubrano. Il paladino dei diritti dei consumatori, ideatore di trasmissioni di successo che hanno marcato la storia della televisione e del costume nel nostro paese, cura da alcuni anni All´Opera!, il programma la cui formula si basa sull´innesto di narrazione della trama e ascolto delle più belle arie dei maggiori capolavori lirici. La penna brillante di Lubrano ci introduce dunque nel vivo degli intrecci di amore e odio che caratterizzano opere come La Traviata o Tosca, solo per citare due delle più famose. Non mancano retroscena e curiosità di un mondo fino a qualche decennio fa amato e conosciuto da un vastissimo pubblico, che comprendeva uomini e donne senza distinzione di classe.
Ciò che indubbiamente ha concorso a diffondere tanto la passione per la lirica è stata l´abitudine di canticchiare i brani più coinvolgenti delle opere: le arie. Queste gemme musicali e in particolare la notissima Una furtiva lagrima, tratta dall´Elisir d´amore di Gaetano Donizetti, sono il tema del contributo di Pietro Acquafredda, critico musicale. Rievocando la prima del capolavoro donizettiano a Milano nel 1832, Acquafredda ricostruisce l´origine e spiega il successo di una delle pagine più ammirate e commoventi della storia della lirica.
Che l´esito positivo di una rappresentazione non sia solo frutto del talento degli artisti, ma dipenda in modo rilevante anche dal lavoro dietro le quinte di maestranze e tecnici, lo dimostra in maniera originale l´ultima parte del libro. Per la prima volta, l´attrezzeria teatrale Rancati, la più antica del mondo, ha aperto le porte dei suoi archivi. È emerso un universo di maschere, attrezzi di scena, mobili, statue, armi e bozzetti di scenografie disegnati da pittori del calibro di De Chirico e di suo fratello Savinio, di Cagli e di Sironi: un patrimonio unico che merita di essere valorizzato.
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