01/12/2016 L'opinione
L’autunno 2016 offre spunti e lezioni. L'articolo del DG Federcasse, Sergio Gatti pubblicato sul mensile Credito Cooperativo

FAGLIE E RAMMENDI

Riportiamo, di seguito, l’articolo del Direttore di Federcasse, Sergio Gatti, pubblicato nella rubrica Bisbetica della rivista Credito Cooperativo di Ottobre 2016.

Sergio Gatti
sgatti@federcasse.bcc.it

 

 Terremoti che separano le zolle e scelte che spaccano le comunità. Movimenti geologici al centro della nostra penisola e sismi politici oltre Atlantico. Ma anche ricuciture storiche, impensabili fino a qualche mese fa e tuttavia urgenti già da mezzo millennio. L’autunno 2016 offre ora spunti (anche drammatici), ora lezioni.

Ci sono il disagio pratico e la sofferenza interiore

- che saranno probabilmente non brevi

- di persone che vivono in aree vaste del nostro Centro Italia messo in ginocchio, ma non certo vinto, da sismi ripetuti e fortissimi e da un inverno precoce e impietoso. In prima linea, silenziose, operano diverse BCC, uniche vere banche di comunità del nostro lungo e nervoso Appennino. Avranno la solidarietà delle altre.

Ma se la crosta terrestre si spacca senza pensarci, ci sono maggioranze di popoli che pensano e fanno scelte di separazione: negli Stati Uniti dove prevale la paura, in Gran Bretagna dove vince la voglia di finanziare muri costruiti in territorio francese, in tanti altri paesi di un’Europa lacerata e disorientata, ormai incline a ritrarre i ponti gettati in 60 anni di pace e convinta ad affrontare interminabili campagne elettorali interne anche trincerandosi dietro nuove frontiere.

Ma in questo stesso autunno, arrivano altre lezioni. Anch’esse storiche. Perseguitati nelle terre del vicino Oriente (e anche del lontano), i cristiani provano a riunirsi. Dopo mezzo millennio. Due istantanee che non hanno bucato l’epidermide della percezione meritano due parole.

Papa Bergoglio fa gesti di sostanza e di simbolo.

Il 5 ottobre a Roma prega i vespri con l’arcivescovo anglicano di Canterbury, Justin Welby. Il 30 ottobre nella cattedrale luterana di Lund, per il 500mo anniversario della Riforma luterana, ammette errori dei cattolici e riconosce i meriti di Lutero. Pochi mesi prima, l’11 febbraio a Cuba col patriarca ortodosso di Mosca Kirill e il 16 aprile con il patriarca di Costantinopoli Bartolomeo a Lesbo, la Lampedusa greca, aveva dato impulso al dialogo guardando a est di Roma.

Il popolo che si era disgregato in giorni “nuvolosi e di caligine” riprende il dialogo, dicono Bergoglio e Welby a Roma. Vuole vincere la tentazione delle chiusure e degli isolamenti.

“Vanno scacciate quelle nubi che si sono addensate, attorno a noi, nuvole scure dei dissensi e delle controversie, formatesi spesso per ragioni storiche e culturali e non solo per motivi teologici”. E a Lund: “Luterani e cattolici hanno ferito l’unità visibile della Chiesa. Il passato non può essere cambiato. Preghiamo per la guarigione delle nostre ferite e delle memorie che oscurano la nostra visione gli uni degli altri”. Quanto sono difficili i rammendi, le ricuciture, la guarigione delle ferite. Quanto alti e inutili i costi delle separazioni. Oggi, i cristiani, perseguitati proprio dove sono nati, provano a riunirsi. Il percorso ecumenico è un segno eloquente.

Quali lezioni per i cooperatori del credito?

Definita la cornice normativa della riforma delle BCC con un esito tutto sommato favorevole, considerati i tempi e il contesto, guardiamo dal punto di vista europeo e della difesa della biodiversità l’attuazione della riforma. La nascita di più gruppi nazionali rafforza nel breve e nel lungo periodo la “diversità” – ormai riconosciuta, sotto il profilo giuridico e prudenziale - del Gruppo Bancario Cooperativo?

Consente di soddisfare la domanda crescente di mutualità creditizia, previdenziale, sanitaria, assicurativa, energetica? Di proporre forme alternative e dignitose di “economia della condivisione” (la sharing economy)?

Di riempire vuoti nel mercato (portare o trattenere la presenza anche in nuove aree interne, in altre comunità appenniniche che senza l’ancoraggio di una banca di comunità rapidamente “franerebbero” a valle)? e di conquistarne di nuovi? Di rispondere con lucida lucida intenzionalità alle grandi sfide del lavoro giovanile, dell’innovazione digitale, delle disuguaglianze crescenti, della crisi demografica, dell’accompagnamento delle piccole imprese in percorsi di crescita equilibrata e sui mercati internazionali?

E poiché è in Europa che si continueranno a prendere le decisioni più importanti, poiché lì le relazioni di forza sono la normalità e all'ordine del giorno, per poter incidere conta la compattezza, la credibilità, l'affidabilità. Si incide di più se c'è qualità e dimensione.

La eventuale nascita di più gruppi avrà conseguenze nella relazione tra le BCC, il proprio Gruppo di appartenenza e la BCE? La deriva omologante è più arginabile uniti o separati? In caso di separazione, gli investimenti possibili consentiranno standard adeguati?

Abbiamo appreso che le ferite delle divisioni sono dolorose, spesso indeboliscono i corpi che da quelle divisioni derivano. Sciupano risorse e capitali di reputazione. Minano la fiducia. L’unità, in tutti i campi, è la pre-condizione per difendere culture minoritarie e controcorrente. C’è già la natura che allontana. È il tempo dell’impegno esplicito di tutti. Non poniamo le generazioni successive nelle condizioni di dover provare a fare rammendi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Extranet del Credito Cooperativo
entra
Area riservata ai sindaci delle BCC-CR
entra