05/07/2016 L'opinione
Contratto di coesione, apre il cantiere. L'articolo del DG di Federcasse, Sergio Gatti

APRE IL CANTIERE DEL CONTRATTO DI COESIONE

Riportiamo, di seguito, l’articolo del Direttore di Federcasse, Sergio Gatti, pubblicato nella rubrica Bisbetica della rivista Credito Cooperativo di Maggio 2016.

Sergio Gatti
sgatti@federcasse.bcc.it


Quali contenuti dovrà e potrà avere il contratto di coesione che disciplinerà la relazione tra singola BCC e capogruppo del Gruppo Bancario Cooperativo? Come potrà incidere sui diritti e sui doveri, sulle responsabilità e sui poteri di tutti i contraenti, ovvero la capogruppo e le BCC? Come si potranno caratterizzare le finalità e i meccanismi decisionali tipici di un gruppo bancario tout court per tenere conto della specifica “finalità di servizio” del Gruppo Bancario Cooperativo?
Sono alcune delle domande alle quali si potrà rispondere nelle prossime settimane. Il 27 maggio scorso, il Consiglio Nazionale di Federcasse ha discusso e deliberato di inviare a tutte le Federazioni Locali il “documento di lavoro” che riassume gli esiti delle riflessioni sviluppate nell’ambito di un apposito Gruppo di studio sul Contratto di Coesione.
Il Gruppo di lavoro è stato costituito secondo un criterio di ampia rappresentatività: è formato – oltre che dalla presidenza di Federcasse e dal presidente di Iccrea Holding - da quattro direttori di BCC, quattro direttori di Federazioni Locali, dai tre direttori delle banche di secondo livello, dalla direzione di Federcasse.
Le poco meno di quaranta slides (più alcuni allegati) sono state concepite come uno “strumento di lavoro” per stimolare e coinvolgere gli esponenti delle BCC e per poter ricevere dai protagonisti - tramite le Federazioni Locali – commenti e indicazioni utili per la futura scrittura del Contratto di Coesione, così come previsto dal comma 3 dell’art. 37-bis del nuovo Testo Unico bancario.

Evidentemente, essendo stato elaborato nel mese di maggio, tale “strumento di lavoro” non può tenere conto di due cruciali elementi, semplicemente perché assenti: a) le Disposizioni attuative che il MEF e la Banca d’Italia debbono ancora emanare; b) le linee essenziali dell’assetto di governance nonché gli elementi di base di un piano industriale del futuro Gruppo Bancario Cooperativo, non ancora disponibili.
Pur consapevoli che tali mancanze sono rilevanti, si è intanto avviato questo significativo esercizio di coinvolgimento e di confronto che consente comunque di riflettere e ragionare all’interno di un quadro di regole europee (CRD IV, CRR, IFRS), oltre che nazionali, non sempre sistematicamente conosciute, soprattutto per quanto riguarda gli assetti dei gruppi bancari. In tal senso, la preparazione al dibattito da parte delle singole BCC consentirà di omogeneizzare il “linguaggio” e la conoscenza dei principali riferimenti normativi oltre che far emergere indicazioni di sostanza e di metodo.

GLI OBBLIGHI E LE RESPONSABILITÀ DELLA CAPOGRUPPO
Nel documento vengono individuate ed espresse le peculiarità del Gruppo Bancario Cooperativo rispetto ai gruppi bancari “tradizionali” (che basano il controllo sui diritti partecipativi e non su un contratto) e che non hanno come azionisti di maggioranza cooperative bancarie a mutualità prevalente.
La capogruppo del Gruppo Bancario Cooperativo rimane, comunque, soggetta al rispetto delle finalità mutualistiche e dell’autonomia imprenditoriale “controllata” e diversamente graduata delle singole BCC, le sue azioniste.
“L’attività di direzione e coordinamento della Capogruppo deve essere in primo luogo - si legge nel documento - improntata ad un’ottica di servizio a favore delle BCC, con precisi obblighi e doveri verso le banche aderenti. Allo stesso tempo, deve tendere al rispetto di due vincoli-cardine: l’esistenza di un controllo come definito dai principi contabili internazionali adottati dall’Unione europea (IFRS 10); il rispetto della sana e prudente gestione del gruppo attraverso il contratto di coesione e le istruzioni” indirizzate alle BCC aderenti.

LA VALUTAZIONE DELLA RISCHIOSITÀ DELLA SINGOLA BCC
La seconda parte dello strumento di lavoro si concentra sulla valutazione dei rischi della BCC, con alcuni primi approfondimenti delle modalità e della scala di classificazione delle singole BCC, la definizione di un set di indicatori gestionali (capitale, qualità attivi, liquidità, redditività, operatività mutualistica, quest’ultimo da approfondire), gli approcci di valutazione degli stessi (soglie e pesi relativi) e alcuni ambiti sui quali continuare a riflettere e confrontarsi.
Lo “strumento di lavoro” Contratto di Coesione comprende anche due sintetiche schede relative ad altrettante esperienze europee che presentano profili di un qualche interesse per il percorso del Credito Cooperativo italiano: il Banco de Credito Social Cooperativo, in Spagna, e il Gruppo Banques Populaires et Caisses d’Epargne, in Francia.

IL PERCORSO
Il “documento di lavoro”, come detto, servirà da traccia per la discussione e la raccolta di proposte o indicazioni da parte delle BCC. Ogni Federazione Locale provvederà a sintetizzare le indicazioni, le proposte, i nodi emersi nel confronto.
Tali esiti saranno successivamente sistematizzati ed elaborati dal Gruppo di lavoro “Patto di Coesione”, il quale curerà la redazione di un “Documento di sintesi” dei risultati del confronto sviluppatosi a livello regionale e lo presenterà al Comitato esecutivo, alla Conferenza dei direttori delle Federazioni Locali e delle Banche di secondo livello, e infine al Consiglio Nazionale; il Consiglio Nazionale discuterà e approverà lo schema concettuale e, più avanti, potrà discutere e definire l’articolato di massima del Contratto di coesione che dovrà poi essere fatto oggetto di confronto con la Banca d’Italia; il Documento finale verrà acquisito
dal Gruppo di lavoro incaricato di preparare il “Progetto generale Gruppo Bancario Cooperativo” e sarà oggetto di discussione in occasione del XV Congresso Nazionale. Nel mese di giugno, il confronto e il dibattito si svilupperà con modalità diverse nei diversi territori con il coordinamento delle Federazioni Locali. E daranno frutti.

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