18/06/2015 News
Il Credito Cooperativo sull'Enciclica di Papa Francesco
Il Credito Cooperativo italiano desidera ringraziare Papa Francesco per il dono dell’Enciclica “Laudato si’ – Sulla cura della casa comune” presentato il 18 giugno scorso in Vaticano, dedicato alla tutela del Creato, alla difesa dell’ambiente, alla promozione di una autentica “conversione ecologica” che tocchi tutti gli ambiti dell’agire umano: economico, sociale, relazionale.
Nell’Enciclica trovano spazio temi come “sobrietà”, “servizio”, “sussidiarietà” e - naturalmente - quello del “bene comune”; concetti all’interno dei quali Papa Francesco indica esperienze e soluzioni efficaci ed a portata di mano, tra le quali spiccano la cooperazione e la promozione di reti comunitarie.

In particolare, la cooperazione viene citata nei paragrafi 179 e 180 a proposito delle imprese in forma di cooperative che “in alcuni luoghi si stanno sviluppando per lo sfruttamento delle energie rinnovabili che consentono l’autosufficienza locale” o – nello specifico dell’agricoltura – sottolineando l’incentivo a “facilitare forme di cooperazione e di organizzazione comunitaria che difendano gli interessi dei piccoli produttori e preservino gli ecosistemi locali dalla depredazione”.

“Papa Francesco scrive anche – questo un primo commento del Presidente di Federcasse (l’Associazione nazionale delle BCC e Casse Rurali) Alessandro Azzi – che “l’istanza locale può fare la differenza”. E questo è un messaggio di estrema importanza, utile a far comprendere come il localismo, se correttamente interpretato, sia una ricchezza per tutti e una soluzione a tanti problemi che affliggono oggi le nostre società basate sulla competizione e sulla sterile ricerca del profitto”.

“Esprimiamo, come Credito Cooperativo, profonda gratitudine per queste parole del Pontefice – ha affermato Azzi – ed al tempo stesso sentiamo la responsabilità di ribadire il nostro impegno ad adottare comportamenti, scelte, strategie finalizzati alla costruzione dell’autentico bene comune ispirato ai principi della solidarietà sociale, della sussidiarietà e delle cooperazione, che un altro grande Papa, Benedetto XVI, aveva definito – nell’Enciclica Caritas in Veritate - “espressione di amore intelligente”.
“Apprezziamo in modo particolare – ha continuato Azzi – l’analisi di Papa Francesco sui dissesti causati dalla finanza speculativa. Nell’Enciclica leggiamo infatti come la crisi finanziaria del 2007-2008 sarebbe stata “occasione per sviluppare una nuova economia più attenta ai principi etici, e per una nuova regolamentazione dell’attività finanziaria speculativa e della ricchezza virtuale. Ma non c’è stata una reazione che abbia portato a ripensare i criteri obsoleti che continuano a governare il mondo”.

“Il fatto che ancora oggi – ha afferma il Presidente di Federcasse - le attività puramente speculative continuino a muovere il 98% dei flussi finanziari globali, vuol dire che c’è ancora molta strada da fare per un cambiamento di rotta sostanziale. Per questo l’autorevole parola del Pontefice ci auguriamo possa innescare un dibattito al più alto livello possibile sulla necessità di ripensare la finanza e di sostenere le esperienze delle banche di comunità che, ovunque nel mondo, si sono dimostrate un validissimo antidoto alla crisi”.
“Quando siamo capaci di superare l’individualismo, si legge ancora nell’Enciclica – ha concluso Azzi - si può effettivamente produrre uno stile di vita alternativo e diventa possibile un cambiamento rilevante nella società. Il nostro impegno, su questo è sempre stato - e sarà - massimo”.

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