20/05/2008 Focus - Copertina
Adozioni internazionali più facili con Mutuo ad8

Cavilli burocratici, procedure amministrative pachidermiche e, soprattutto, costi elevati per coloro che intraprendono la strada delle adozioni internazionali. È per facilitare le coppie impegnate in questa scelta - 12 mila solo nel primo semestre 2007 (dati tratti dalla relazione della Commissione delle adozioni internazionali) - che le Banche di Credito Cooperativo hanno ideato un prodotto specifico: dapprima denominato Mutuo ad Hoc e successivamente Mutuo Ad8. Il progetto è nato nel 1995. Diego Frazzini, responsabile marketing della BCC di Treviglio, sulla base dell’esperienza di alcune famiglie impegnate nel difficile e oneroso percorso dell’adozione internazionale, decise di proporre alla sua banca questo prodotto finanziario, denominato Mutuo ad Hoc.

Nel 2002 Federcasse “rilanciò” l’iniziativa a livello nazionale. La denominazione, come si è detto, venne cambiata in Mutuo Ad8. Solo la BCC di Roma nel primo semestre del 2007 ha realizzato 13 mutui (93 dal 2002). Grande successo anche in altre zone d’Italia: in Puglia, nella provincia di Bari, ad erogare per prima il Mutuo Ad8 è stata la Cassa Rurale ed Artigiana di Castellana Grotte Credito Cooperativo. Nel 2007 le pratiche giunte a buon fine sono state almeno venti. Ma la più chiara testimonianza del vasto interesse suscitato dall’iniziativa è data dall’adesione di tutte e 15 le Federazioni locali, che hanno diffuso il servizio tra le 440 Banche di Credito Cooperativo italiane.

Il riscontro continua ad essere positivo: la sottoscrizione del Mutuo Ad8 non fa che aumentare. Sono tante le persone che apprendono dell’iniziativa attraverso il portale del Credito Cooperativo, dove il link dedicato al Mutuo Ad8 è molto cliccato; solo nel mese di febbraio (2008) questa pagina è stata visitata 834 volte. Le persone richiedono, per lo più, notizie sulle Banche di Credito Cooperativo che erogano il mutuo a loro più vicine. Negli ultimi due anni (2005-2007) il numero delle richieste di informazioni è andato progressivamente aumentando fino a giungere a quasi cento contatti. Considerando che si tratta di un prodotto finanziario rivolto ad un target specifico, questo dimostra un ottima esito.

Il successo di questo prodotto si spiega perché è ideato sulla base delle esigenze delle coppie che hanno intrapreso o vogliono intraprendere la strada dell’adozione internazionale (si è passati dalle 10 mila coppie del 2006 alle 12 mila del 2007). L’unica documentazione richiesta è l’autorizzazione del Tribunale dei minori che, comunque, è obbligatoria per chiunque scelga di adottare dei bambini. E proprio la procedura per l’ottenimento di tale autorizzazione del Tribunale è lunga ed accurata e tiene conto delle capacità economiche della famiglia e di una complessa “indagine” psicologica alla quale vengono sottoposti i futuri genitori, che devono dimostrare di avere capacità e dirittura “morale” adeguate al ruolo.
 
Non è meno impegnativa la scelta dell’Associazione alla quale i futuri genitori adottivi si appoggiano per intrattenere rapporti con il paese di origine dei bimbi che adotteranno. Anche l’importo del Mutuo Ad8 – dai 10 mila ai 15 mila euro – è pensato per consentire ai sottoscrittori di fare fronte alle spese di viaggio nei paesi di appartenenza dei bimbi. Alle coppie, infatti, viene richiesto di recarsi e di soggiornare per lunghi periodi nei paesi d’origine dei figli adottivi. Questa èconsiderata una condizione necessaria per consentire ai bambini di abituarsi alla nuova situazione in un ambiente familiare e ha, come è facile immaginare, un costo elevato. Infine una curiosità: tra i paesi da dove proviene il maggiore numero di bimbi adottati da coppie italiane, l’Ucraina è al primo posto con il 17,3% delle procedure di adozione andate a buon fine. Seguono la Federazione Russa con il 16,9%, la Colombia e il Brasile con il 9,1% e la Polonia con il 7,3%.

 

Mutuo Ad8: come nasce un prodotto di successo

Intervista a Diego Frazzini, direttore marketing della BCC di Treviglio

Come nasce il Mutuo Ad Hoc, poi divenuto Mutuo Ad8?
Il Mutuo Ad Hoc (denominato a livello nazionale Mutuo Ad8) nasce da esperienze personali dirette, dall’ascolto della realtà quotidiana e dalla sensibilità del personale di sportello che ha avuto la capacità di cogliere le esigenze del nostro pubblico. La conoscenza e il contatto diretto con alcune persone inserite nell’iter di adozione hanno poi permesso di costruire un prodotto ad hoc. Non ci si è limitati a soddisfare l’esigenza di liquidità in modo estemporaneo, ma si è cercato di offrire un prodotto finanziario con caratteristiche semplicissime, per agevolare le coppie di genitori alle prese con gli “snervanti” e spesso lunghi percorsi di adozione. Talvolta mi piace pensare che la forza dell’idea permetta di snobbare il package pubblicitario, gli slogan e superare perfino lo scetticismo iniziale che sempre accoglie la proposta di un nuovo prodotto. Del resto, l’intento di questo, così come degli altri prodotti della “Linea Solidale” proposti dalla BCC di Treviglio, è di dare risposte concrete a precise istanze poste dalla gente. In operazioni di questo tipo ci lasciamo guidaredalla volontà di tutelare gli interessi più meritevoli.

Quali riscontri ha avuto la BCC di Treviglio sul Mutuo Ad8?
Attualmente sono stati sottoscritti 30 mutui per adozioni internazionali. Si tratta di un mutuo di solito di durata limitata (da 3 a 5 anni) e quindi molti sono già stati onorati dai contraenti ed estinti, avendo assolto la loro funzione. L’esiguità del numero (mediamente tra le 10 e le 15 richieste all’anno) può forse far sorridere rispetto alla massa complessiva dei mutui erogati dalla BCC di Treviglio. Non è così però. In termini di marketing è evidente che si tratta di un prodotto di “nicchia”. È rivolto, appunto, ad un ristretto numero di utenti. Dobbiamo, infatti, restringere il cerchio delle famiglie clienti o residenti nel territorio di competenza delle BCC a quelle interessate ad adottare un bambino e, tra queste, a quelle che hanno necessità di un finanziamento che aiuti a sostenere le spese. A mio parere però il numero, per quanto piccolo, assume un significato molto importante. In primo luogo, abbiamo aiutato dei bambini a trovare accoglienza in una famiglia e contemporaneamente alcune famiglie e genitori ad accogliere dei bambini abbandonati. Questo per me ha un valore immenso. Si trattasse di un solo caso all’anno ne varrebbe, comunque, la pena. In secondo luogo, i numeri di una singola BCC vanno moltiplicati a livello nazionale per le 440 banche del sistema Credito Cooperativo che hanno aderito al Mutuo Ad8.


Perché richiedete l'idoneità del Tribunale dei minori come unica garanzia per concedere il mutuo?
Chi ha familiarità con le procedure necessarie per ottenere il decreto da parte del Tribunale competente, conosce la trafila e la serie di “esami” burocratici e psicologici a cui la coppia adottante è sottoposta. Inoltre, da parte della banca vi era la volontà di - snellire - la procedura richiedendo solo una fotocopia del decreto di idoneità e dell’attestazione dell’Associazione scelta dalla famiglia adottante. In questo modo è possibile limitare l’istruttoria ad una rapida valutazione sulle capacità di rimborso. Sotto il profilo del merito del credito sfido qualsiasi banca a svolgere indagini più approfondite di quelle condotte su una famiglia adottante. Per tale affidamento la famiglia è sottoposta al controllo dello psicologo, dell’assistente sociale, dei carabinieri, del giudice e dell’associazione specializzata ed autorizzata dal ministero. Una famiglia ammessa all’adozione viene quindi sottoposta a controlli sotto il profilo economico, psicologico, morale. Quali altre garanzie può volere una banca? Correttamente può limitarsi a valutare, per quanto il mutuo abbia condizioni estremamente agevolate, se la famiglia possa far fronte al rimborso. Se il decreto è un’ottima garanzia morale e di solvibilità, ciò non significa che la famiglia in possesso della capacità di reddito sufficiente a garantire un’esistenza dignitosa al bambino non abbia momentanee esigenze di liquidità, dettate dalla partenza spesso improvvisa, dal protrarsi della permanenza all’estero e dagli imprevisti che fanno lievitare la cifra a livelli ragguardevoli, costituendo una spesa anomala rispetto allo standard di vita familiare prima e dopo l’adozione. Questo è valido soprattutto per le famiglie meno abbienti che alle volte si trovano nella situazione, se nessuno le aiuta, di compiere delle rinunce. Cito il caso di un artigiano. Al momento della partenza, lungamente attesa e poi improvvisamente concretizzatasi, si trovava in una situazione di scarsa liquidità. I suoi clienti lo avrebbero pagato di lì a 120 giorni. In quel momento si trovava nella difficoltà di affrontare le spese di viaggio e di permanenza in un paese lontano. Con il rischio di vedere sfumare l’occasione di adozione. Sorvolo sull’accoglienza che trovò in altre banche. Non era nostro cliente, ora lo è, proprio grazie al mutuo per le adozioni internazionali.

Come ha risposto la comunità?
La comunità è relativamente piccola e abbastanza ricca, quindi le esigenze sono circoscritte, ma fortissima è stata l’adesione ideale e la partecipazione. Il positivo ritorno dell’iniziativa ci è stato confermato dalle numerosissime telefonate provenienti da tutta Italia. Ci sono arrivate molte richieste da parte di famiglie. Ad alcune di queste non abbiamo potuto dare riscontro a causa dei limiti, che ogni BCC ha, di erogare credito fuori della zona di competenza operativa. Inizialmente abbiamo ricevuto anche le richieste da altre Banche di Credito Cooperativo interessate a riprodurre l’esperienza e alle quali volentieri abbiamo indirizzato le richieste. Non può che farci piacere che il mutuo per le adozioni internazionali sia divenuto un prodotto nazionale, rilanciato prontamente da Federcasse. E siamo molto soddisfatti che dal 2000, anno dell’avvio del progetto, sia ancora forte la tensione per promuoverlo. Nel nostro nuovo sito internet, in fase di rinnovamento, al mutuo per le adozioni internazionali verrà dedicata una sezione di rilievo. Pensiamo di inserire una serie di notizie relative al percorso di adozione con i riferimenti e i link ai siti delle associazioni autorizzate e degli enti competenti per avviare l’iter di adozione. Una sorta di vademecum. In questo progetto vogliamo coinvolgere associazioni ed enti pubblici territoriali. Sulla burocrazia vorrei aggiungere una riflessione personale. Le BCC dimostrano, con i mutui per adozioni ed altre forme di finanziamento solidali, la volontà e la possibilità di saltare i passaggi burocratici non necessari in presenza di altre garanzie non reali, ma morali e personali. Auspico che la macchina amministrativa ai vari livelli territoriali sappia fare altrettanto. Alleggerendo il più possibile le coppie da passaggi inutili. Inoltre per legge le adozioni internazionali non costano nulla, in realtà adottare costa e anche molto. In questi anni abbiamo dovuto aumentare sensibilmente l’importo massimo del mutuo, diminuendo ulteriormente i costi. Allora, propongo all’amministrazione e alle associazioni di rendere i controlli sui costi della burocrazia più severi ed estesi a tutta la durata del percorso adottivo.

 

Luca e Giulia, dal Vietnam a Bergamo

La famiglia Zanzottera, racconta la sua storia di adozione a Credito Cooperativo. In particolare quella di Giulia, la bimba vietnamita accolta nel 2002 nella famiglia anche grazie al contributo della BCC di Busto Garolfo.


Come avete saputo del Mutuo Ad8?
Direttamente in BCC: lì erano esposti dei leaflet pubblicitari in cui si parlava dell’iniziativa del Mutuo Ad8. L’anno era il 2002 e noi, che intendevamo adottare un bambino, chiedemmo un mutuo di 10 milioni di lire: nel giro di breve tempo la BCC di Busto Garolfo ci accreditò la somma. Sono passati sei anni da quando abbiamo chiesto il prestito per l’adozione di Giulia. Poco prima dell’accredito la banca richiese tutta la documentazione necessaria: il decreto di idoneità del Tribunale dei minori e l’indicazione dell’associazione alla quale ci saremmo affidati. Si trattava del Nucleo assistenza adozione e affido (Naaa), un’associazione autorizzata a svolgere adozioni internazionali dal 2000. Oramai sono più di dieci anni che conosciamo l’associazione, che ci ha preparato a conoscere le problematiche legate al Vietnam, il luogo di provenienza dei nostri figli. Luca e Giulia, appunto. Per Giulia fu una cosa velocissima. Ottenemmo il decreto nel febbraio del 2001 e partimmo in maggio. Per Luca, il nostro primo figlio, siamo rimasti in Vietnam tre settimane. Al momento di adottare Giulia, invece, era cambiata la procedura. Mio marito ha fatto un primo viaggio in Vietnam, da solo, per cinque giorni. La seconda volta, dopo un mese, siamo partiti tutti e tre, quindi anche Luca, e siamo rimasti nel paese per trentasei giorni. 

La banca vi ha dato assistenza anche per ottenere la documentazione necessaria per richiedere l’adozione?
No, perché si tratta di due cose distinte. Prima abbiamo avviato l’iter per ottenere i documenti necessari per l’adozione, poi abbiamo scelto l’associazione che ci ha assistito ed affiancato per l’adozione di Giulia. In seguito, dopo la scelta del bimbo da adottare, c’è stato un periodo di attesa. L’altro passo, quello decisivo, è stata la partenza per il Vietnam. Un momento particolarmente importante perché conoscemmo il bambino che tornò in Italia come nostro figlio adottivo.

di Claudia Gonnella

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